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Roger Waters e i Pink Floyd

Il mio libro esplorativo sul più grande gruppo del Rock!

Sommario

 

Inizio
DEI PINK FLOYD…

“Conoscere la propria oscurità è il metodo migliore per affrontare le tenebre degli altri.” (Carl Gustav Jung)

In tutta confidenza - Il viaggio personale e l’origine autobiografica - Tra follia e sanità mentale - Il successo del genio incompreso - Il ruolo e l’influenza dei Pink Floyd di Roger Waters - Un invito alla riflessione

Avanti nel passato: primo movimento nel Pre Animals
CAPITOLO 1
1943-1968 - AI CANCELLI DELL’ALBA

“Chi guarda fuori, sogna. Chi guarda dentro, si sveglia.” (Carl Gustav Jung)

1943-1967: i primi giochi con gli amici - 1968: sogni sfrenati e piani distorti - L’influenza psichedelica della gioventù

Indietro nel futuro: primo movimento nel Post Animals
CAPITOLO 2
1978-1983 - QUEL MURO TAGLIATO

“L’incontro di due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche.” (Carl Gustav Jung)

The Wall: il muro sociale e psicologico – parte 1 (1979) - The Wall: il muro sociale e psicologico – parti 2 e 3 (1980/1982) - The Final Cut (1983) e il lascito della Guerra delle Falkland - Persona e Storia: libertà, controllo, autodeterminazione?

Avanti nel passato: secondo movimento nel Pre Animals
CAPITOLO 3
1969-1971 - DI PIÙ, SEMPRE DI PIÙ

“Dove l’amore impera, non c’è desiderio di potere, e dove il potere predomina, manca l’amore. L’uno è l’ombra dell’altro.” (Carl Gustav Jung)

1969. Specchio incrinato della psichedelia: l’Uomo e il Viaggio, More e Ummagumma - 1970. Il ciclo del cuore: Zabriskie Point, Atom Heart Mother, The Body - 1971. L’incoronazione del re: dai tour a Meddle

Indietro nel futuro: secondo movimento nel Post Animals
CAPITOLO 4
1984-1986 - OLTRE I PINK FLOYD, L’INCUBO

“A perdere potere si guadagna in serenità.” (Carl Gustav Jung)

La frattura con la visione degli altri membri del gruppo - The Pros and Cons of Hitch Hiking (1984): il risveglio della libertà - 1985-1986: funghi atomici legali, commerciali e… animati

Anno zero
CAPITOLO 5
1977 - RIVOLTA!

“Pensare è molto difficile. Per questo la maggior parte della gente giudica.” (Carl Gustav Jung)

Animals (1977): l’allegoria degli animali sul potere che divide - I cinque capitoli del romanzo in note - Assalto al capitalismo, alla corruzione, al totalitarismo - Il rifiuto del pubblico

Avanti nel passato: movimento 3 nel Pre Animals
CAPITOLO 6
1972-1973 - IL LATO OSCURO DELLA MENTE

“Non c’è presa di coscienza senza dolore.” (Carl Gustav Jung)

1972: presagi del trionfo - Da Pompei alla Gallia - Psicologia in musica: The Dark Side of the Moon (1973) - Strascichi

Indietro nel futuro: movimento 3 nel Post Animals
CAPITOLO 7
1987-1998 - UN ORDINE NEL CAOS

“La società è organizzata non tanto dalla legge quanto dalla tendenza all’imitazione.” (Carl Gustav Jung)

Radio K.A.O.S. (1987): il terrore nucleare - Amused to Death (1992): attacco alla società dei mass media consumistici - Il pensiero maturo del Waters solista

Avanti nel passato: movimento 4 nel Pre Animals
CAPITOLO 8
1974-1976 - TRIONFO PINK FLOYD?

“In ogni caos c’è un cosmo, in ogni disordine un ordine segreto.” (Carl Gustav Jung)

1974: crisi depressiva on the road - Wish You Were Here (1975): la riflessione sulla vita e sull’abbandono - Waters è salvato dalla deriva

Indietro nel futuro: movimento 4 nel Post Animals
CAPITOLO 9
1999-2026 - LA VITA CHE OGGI VUOLE ROGER WATERS

“Mostratemi un individuo sano di mente e lo curerò per voi.” (Carl Gustav Jung)

I cicli di titoli e concerti watersiani (e floydiani) - Meditazione contemporanea: Is This the Life We Really Want? (2017) - I live e le riedizioni, il Dark Side Redux: ciò che resta dei Pink Floyd

Fine
…LUI È L’ANIMALE

“Un umano che non è passato attraverso l’inferno delle sue passioni non le ha mai superate.” (Carl Gustav Jung)

Una brutta bestia - Animals annuncia e influenza le discussioni, gli scontri e le rivoluzioni del XXI secolo - I perché del più grande - La più bella canzone dei Pink Floyd - La più bella canzone di Roger Waters - Ad maiora

 

“Quanto più mi sono sentito incerto di me stesso, tanto più si è sviluppato in me un senso di affinità con tutte le cose. Mi sembra, infatti, che quell’alienazione che per tanto tempo mi ha diviso dal mondo si sia trasferita nel mio mondo interiore, e mi abbia rivelato una insospettata estraneità con me stesso.”

(Carl Gustav Jung in Ricordi, sogni, riflessioni, 1961)


Addenda 1 - Roger 2012: primo discorso all’Onu (Palestina)
Addenda 2 - Roger 2023: secondo discorso all’Onu (Ucraina)
Addenda 3 - Roger 2025: discorso per l’anniversario di Yalta
Addenda 4 - Roger 2025: Sumud
Addenda 5 - Roger 2025/2026: Gaza, guerre, Wish You Were Here

Ringraziamenti

Dagli scaffali

“Roger Waters e i Pink Floyd - Segni, sensi e istinti”  di Filippo Rossi (392 pagine; 30 euro brossura - ISBN: 978-88-6288-758-8). In tutte le librerie dall'aprile 2026 per Odoya. Acquistabile sul sito della Casa editrice Odoya.​

La presentazione editoriale

Roger Waters e i Pink Floyd - Segni, sensi e istinti è un saggio che, partendo dal disco Animals del 1977, andrà indietro con i Pink Floyd anni ’60 e ’70 di Roger Waters e avanti con il Roger Waters post-Pink Floyd. Animals è quindi il centro del discorso sull’autorialità watersiana in un viaggio nel tempo incrociato.

Questo libro esplora l’aspetto filosofico e sociale dell’intera opera musicale di Roger Waters, fondatore dei Pink Floyd, concentrandosi sull’album Animals (1977), considerato lo spartiacque nella sua carriera artistica. È una riflessione sull’evoluzione autoriale di Waters: si mette in evidenza come il concept album pinkfloydiano del ’77 rappresenti il punto di rottura nella carriera rock, passando dall’esplorazione psichedelica e interiore, portata avanti nei Pink Floyd fino a quel momento, alla denuncia esplicita delle ingiustizie sociali e politiche, che lo porterà a lasciare la band. Questa trasformazione ne rispecchia l’impegno verso una critica radicale delle strutture moderne di potere e delle attuali dinamiche di oppressione. Oggi l’opera rock di Waters continua a offrire una voce provocatoria e incisiva contro le disuguaglianze sociali, le guerre e l’alienazione dell’individuo.
Attraverso un’analisi dell’evoluzione musicale e dei temi sociali trattati nei lavori di Roger Waters, il libro traccia un percorso alternato che, tra flashback e flashforward, parte da The Piper at the Gates of Dawn (1967), passa per il periodo di sperimentazione come il concerto live a Pompei (1971), e arriva al successo epocale con album come The Dark Side of the Moon (1973) e Wish You Were Here (1975). Il culmine è due anni dopo: Animals, capolavoro che segna il distacco definitivo dal passato, immaginifico e psicologico, in favore dell’impegno crescente verso una visione critica e politica della società presente e futura. A partire da quel 1977, si esamina come Waters continui ad approfondire temi coerenti prima nei Pink Floyd, con The Wall (1979) e The Final Cut (1983), quindi negli album da solista - The Pros and Cons of Hitchhiking (1984), Radio K.A.O.S. (1987), Amused to Death (1992), Is This the Life We Really Want? (2017) e il Redux di Dark Side; oltre ai tanti cicli di concerti e live album. Il pensiero filosofico è sempre più preciso e straziante; è sempre più profonda la critica alle disuguaglianze sociali, alle guerre globali, al consumismo contemporaneo e alla manipolazione dei mass media.
Il libro spiega la filosofia di Roger Waters, influenzata da temi come l’ossessione del materialismo, il terrore del totalitarismo, l’angosciata autocritica e la spietata critica sociale, e come questi temi si riflettano nelle canzoni dei Pink Floyd – e oltre. In particolare, Animals del ’77 è visto come un’opera che sfida apertamente le strutture psichiche di potere e ingiustizia, utilizzando l’allegoria bestiale per descrivere le classi/caste umane: i maiali (dominatori e corrotti), i cani (mercenari e figure autoritarie), le pecore (massa silenziosa e obbediente). Il libro giunge alla conclusione che il lungo percorso artistico di Waters sia tanto una risposta ragionata alle esperienze personali (la morte del padre nella Seconda guerra mondiale, o il periodo sentimentale post-1970), quanto una reazione istintiva alle sfide sociopolitiche subite nei decenni. L’ascesa di Roger Waters da rockstar centrata sull’esperienza individuale e psichedelica a provocatoria e impegnata icona multiculturale offre uno spunto per riflettere sulle dinamiche del potere, della libertà, dell’alienazione.
Le parole dello psichiatra, psicoanalista, antropologo e filosofo svizzero Carl Gustav Jung, tra citazioni e simbolismi, fanno da guida.

Recensione di Massimo Moro: "Mitografia dell’Animale del rock"

Questo saggio di Filippo Rossi è l’ennesima conferma del suo poliedrico valore come saggista. Già conosciuto nel fandom fumettistico (Superman), fantascientifico (Star Wars, Dune) e fantastico (Tolkien), Filippo si cimenta ora con un altro suo importante e coerente punto di riferimento artistico. L’imponente carriera artistica di Roger Waters, sia con i Pink Floyd sia nelle sue opere soliste, viene sviscerata con un metodo radicalmente opposto a quello della tipica critica musicale rock italiana. Se quest’ultima è in genere ossessionata dal dimostrare che il rock è musica alta (per un senso di inferiorità latente rispetto alla musica da Conservatorio), cercando di dare un senso alle motivazioni pseudo filosofiche che hanno portato i giovani a scuotere il bacino per quei rumori, Rossi analizza, invece, l’immaginario watersiano come un discepolo junghiano alla ricerca degli archetipi che orientano la sua arte. Ovviamente, nelle mani di un altro scrittore il risultato di questa analisi sarebbe stato raggelante. Con Rossi, invece, l’analisi dell’arte diventa essa stessa opera d’arte, coltivata con una passione assoluta. E questa analisi watersiana si sublima con la prima opera solista (The Pros and Cons of Hitch Hiking, 1984). La crisi di mezza età del maschio come metafora-incubo della crisi dell’uomo occidentale, consumista ed imperialista. Il saggio su Waters è un viaggio nei nostri amori adolescenziali e nei nostri incubi attuali - ovvero, un’odissea tra i nostri incubi adolescenziali e i nostri amori attuali. Roger Waters (con o senza i suoi Pink Floyd), ci mostra tutto questo con sconcertante profondità. Solo Rossi può farci amare anche un artista così divisivo come Waters. Avendolo già letto in anteprima, vi invidio per ciò che vi aspetta con questo saggio: lo amerete e amerete Roger Waters. Non quello mal compreso dalla critica rock italiana. Quello di un appassionato vero e competente come Filippo Rossi.
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